Scena 5 a 6

 

SCENA 5: LA CHIAVE IDEOLOGICA E L'INTERCETTAZIONE

(INT. SERA – APPARTAMENTO DI DARIO. EST. NOTTE)

(Prima parte della SCENA 5 come da copione precedente: la crisi di Elisabeth, l'epifania di Dario con il libro "MILANO CITTÀ STATO", e la sua fuga per compiere la sua "tesi finale".)

INT. APPARTAMENTO DI DARIO. POCO DOPO. Il MARESCIALLO FERRARA è arrivato. Interroga ELISABETH.

<center>MARESCIALLO FERRARA</center> > Signora, suo marito va fermato, ma non è un criminale comune. Dov'è andato?

<center>ELISABETH</center> > (Punta verso la finestra) > Al mare. Al Molo San Vincenzo. Lì dice che c'è l'unica cosa che i politici non possono toccare: la geologia.

Il Maresciallo annuisce. Ha la sua mappa.

(FINE SCENA 5A)

INT. CLUB ROTARY (NAPOLI CENTRO). SERA. Un ambiente elegante, formale. Uomini d'affari, professionisti. Il PROCURATORE NICOLA GRATTERI è il relatore della serata (o ospite d'onore).

  • Dario, in fuga, sa che l'unico modo per dare un peso istituzionale alla sua tesi è consegnarla a chi detiene il potere, ma non è ancora corrotto. Sa che il Procuratore è in città, forse tramite l'informazione della moglie o una notizia letta.

  • Dario si dirige verso il Rotary Club, sfruttando la sua vecchia rete di conoscenze per accedere. Entra, mimetizzandosi tra il personale o i ritardatari. La barra di ferro è nascosta, ma il libro "MILANO CITTÀ STATO" è in vista.

(FINE SCENA 5B)


SCENA 6: L'ULTIMO CONFRONTO E LA TESI DIFENSIVA

(EST. NOTTE – MOLO SAN VINCENZO. INT. ROTARY CLUB. INT. AUTO BLINDATA)

EST. NOTTE – MOLO SAN VINCENZO. Il MARESCIALLO FERRARA arriva al Molo e trova solo la BARRA DI FERRO ARRUGGINITA appoggiata al parapetto, e tracce che Dario è stato lì, ma se n'è andato.

<center>MARESCIALLO FERRARA</center> > (Guarda la barra e capisce) > Non ha colpito nessuno. Ha lasciato il suo simbolo. Ora va alla testa.

Il Maresciallo riceve una chiamata che lo indirizza al Rotary Club, dove un uomo strano sta cercando il Procuratore.

INT. ROTARY CLUB. SALA CONVEGNI. Il Procuratore GRATTERI (vestito in modo essenziale, figura austera) è circondato da persone. Dario lo intercetta.

<center>DARIO</center> > (Con il fiato corto, ma con lucidità) > Procuratore Gratteri! Devo parlarle, è una questione di vita o di morte per questa città.

<center>GRATTERI</center> > (Freddo e concentrato, abituato alle richieste) > Lei chi è? Venga nel mio ufficio domani mattina.

<center>DARIO</center> > Non c'è un domani! Sono Dario Esposito, geografo. Voi vedete Napoli solo dal punto di vista camorristico, ma il problema è la paralisi amministrativa! La perdita di identità! State curando i sintomi, ma la malattia è che la città non è padrona di sé stessa!

Il Procuratore è infastidito, i suoi accompagnatori cercano di allontanare Dario.

<center>DARIO</center> > (Gli porge con forza il libro "MILANO CITTÀ STATO") > Legga questo! È la mia tesi finale! L'unica via è Napoli Città Stato! Riconquistare la nostra autonomia per ricomprarci le carte geografiche!

In quel momento, arriva il MARESCIALLO FERRARA. Vede Dario, vede il libro in mano al Procuratore, e capisce tutto.

<center>MARESCIALLO FERRARA</center> > (Si rivolge al Procuratore, con grande rispetto) > Procuratore. Lo conosco. È il Dottor Esposito. Non è un criminale, ha commesso solo atti simbolici. È un geografo. Ha avuto un giorno di lucidità disperata.

<center>GRATTERI</center> > (Prende il libro, guarda Dario) > Danneggiamento simbolico... E ora?

<center>MARESCIALLO FERRARA</center> > (A Dario) > Dottore Esposito, lei verrà con me al Comando. Ma la sua tesi è stata consegnata.

Dario annuisce. La sua missione è compiuta.

INT. AUTO BLINDATA DEL PROCURATORE. NOTTE. Il Procuratore Gratteri è seduto sul sedile posteriore. Non ha potuto leggere il libro in pubblico. La sua scorta guida veloce.

Gratteri apre il libro. Non è interessato a Milano, ma alla prefazione scritta a mano da Dario:

“Procuratore, le mie tesi sul Regno delle Due Sicilie e sulla Geolinguistica sono finite nei cassetti. La mia città è morta di burocrazia e indifferenza. L'unica via contro la Camorra è un'amministrazione forte e autonoma. Ci serve lo scudo di una Città Stato. La Geologia e l'Identità ci sono ancora. Dobbiamo solo slegarci.”

Gratteri guarda fuori dal finestrino, vedendo i quartieri popolari di Napoli che sfrecciano via.

<center>GRATTERI (A sé stesso)</center> > Napoli Città Stato... Autonomia amministrativa... (Sorride amaramente) Forse... forse non è solo follia.

FINALE:

  • INQUADRATURA FINALE (SUL LIBRO): Il libro Milano Città Stato è posato sul sedile in pelle. La mano del Procuratore Gratteri lo stringe. La sua missione antimafia ha incrociato una nuova, inaspettata prospettiva di salvezza.

(FINE FILM)

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