D-FORZA: Geografia di una Follia

 

D-FORZA: Geografia di una Follia

D-FORZA: Geografia di una Follia è un film drammatico e satirico di prossima realizzazione, scritto e diretto da Adriano La Femina. Il progetto cinematografico, ispirato liberamente al film statunitense Un giorno di ordinaria follia (1993) di Joel Schumacher, intende esplorare attraverso un racconto geopolitico e civico la crisi sociale, culturale e istituzionale della città di Napoli e del suo hinterland.

Trama

Dario Esposito, un  geografo napoletano, è un uomo disilluso dalla realtà che lo circonda: traffico congestionato, infrastrutture in rovina, una città frammentata da una “Babele civica” dove manca il dialogo tra le comunità. La sua esperienza quotidiana diventa una riflessione amara sul degrado culturale, la perdita dell’identità e l’assenza di autonomia amministrativa.

Attraversando il centro storico, i quartieri popolari e le istituzioni scolastiche, Dario osserva il fallimento delle strutture pubbliche e il vuoto lasciato dall’ignoranza storica e dalla mancanza di strumenti educativi. Dopo uno scontro acceso con studenti e cittadini, trova nel Golfo di Napoli una rivelazione: la città non è un’entità unica, ma un arcipelago di comunità che hanno perso la loro voce.

Deciso a denunciare la “camorra amministrativa” che soffoca Napoli più di quella criminale, Dario affronta pubblicamente il Procuratore Nicola Gratteri con la sua proposta radicale di trasformare Napoli in una “Città Stato” autonoma. Nonostante venga allontanato, lascia dietro di sé un messaggio di speranza e di lotta per la riscoperta della propria geografia e identità.

Il film è una critica sociale che coniuga la drammaticità della realtà napoletana con una vena satirica, ponendo domande sulla geografia politica, la memoria collettiva e le possibilità di riscatto attraverso l’autonomia.

Regia: Adriano La Femina
Sceneggiatura completa – versione integrale
Genere: Dramma Geopolitico / Satira Civica
Anno: 2025


SCENA 1 – LA TAZZA S’È FRIDDATA

EST. MATTINA – INGORGO VIA MARINA. INT. BAR CENTRO STORICO.

DARIO ESPOSITO (50 anni, camicia impeccabile, occhi stanchi) è bloccato in un ingorgo caotico sulla VIA MARINA.
Smog, clacson, motorini. Spegne l’auto con targa D-FORZA e lascia un biglietto:

“Torno subito.  Geografo disperato.”

Si rifugia in un bar del centro. Ordina un caffè: tiepido, servito in vetro. Sul bancone: sfogliatelle congelate. Un ricordo lo assale: i tempi a Bolzano, quando teneva in freezer sfogliatelle spedite da Napoli.

DARIO

Queste non sanno di niente. Quelle congelate che tenevo a Bolzano avevano più gusto.

BARISTA (cinico)

Le diamo ai turisti, professore. Loro non capiscono niente.

Dario paga lasciando il resto come “caffè sospeso per la Napoli vera”, ma non beve.

DARIO (uscendo)

Avete congelato l’anima di Napoli. 'A tazza s’è friddata, e pure 'a sfugliatella s’è agghiacciata.


SCENA 2 – LA PARALISI LOGISTICA E LA BABELE CIVICA

EST./INT. – PIAZZA GARIBALDI, METROPOLITANA, QUARTIERE POPOLARE

Piazza Garibaldi. Dario osserva le infrastrutture logore. La Circumvesuviana è ferma. Prova a salire sulla metro, viene respinto. Una studentessa sviene nella calca.

Costretto a camminare, passa per un quartiere popolare. Un motorino con tre persone (senza casco) sfreccia sul marciapiede. Dario li richiama: nessuno risponde.

Entra in un negozio. La commessa cinese non parla italiano.

DARIO

Come vivete qui senza comunicare? La lingua è geografia, è civiltà.

Tutto è confusione. Una Babele urbana senza codice civico.


SCENA 3 – LA NEGAZIONE DIDATTICA E L’UMILIAZIONE ISTITUZIONALE

INT. SCUOLA SUPERIORE – CONSIGLIO DI CLASSE

Dario entra in aula. LIM rotte. Palestra inagibile. Manca tutto. Nessuna carta geografica nelle classi.

DARIO (alla dirigente)

Come si insegna dove si è, se non si sa dove si è?

DIRIGENTE

Si faccia lei il protocollo, professore. Noi non possiamo.

Dario si sente inutile. Strappa un avviso burocratico dalla bacheca: il suo primo atto “violento” è contro la carta... ma è quella amministrativa.


SCENA 4 – LA NEGAZIONE DEI PILASTRI E LA RABBIA GEOLOGICA

EST. – PIAZZA DEL PLEBISCITO, CANTIERE, UNIVERSITÀ

Dopo un litigio con la moglie (non riesce a raggiungerla per colpa dei mezzi), Dario vaga. Entra in dialogo/scontro con studenti universitari.

Ignorano la storia amministrativa del Regno delle Due Sicilie.
Non sanno tradurre l’articolo 1 dei Diritti Umani in napoletano.

DARIO

Non sapete tradurre la libertà nella vostra lingua!

Critica il dottorato a JOIELIER. Accusa l’università di ignorare Troisi , Pino Daniele, Murolo, Mario Merola , Totò ecc,,. Vede i murales di Maradona come unica identità superstite.

Raccoglie una barra di ferro arrugginita da un cantiere: la sua nuova cattedra.
Distrugge un cartellone pubblicitario con rabbia geologica.

Un passante chiama la polizia.


SCENA 4.5 – IL GOLFO COME RIVELAZIONE GEOPOLITICA

EST. – BELVEDERE SUL GOLFO – TRAMONTO

Dario è in silenzio. Osserva il Golfo intero: Capri, Penisola Sorrentina, Castellammare, Procida, Capo Miseno, i paesi vesuviani oscurati dal Colle di Sant'Alfonso.

È una mappa sacra.

DARIO (VOCE FUORI CAMPO)

La mappa era qui. Non nei corridoi scolastici. La linea curva del golfo, le vene del tufo, la faglia del cuore.

Appoggia la barra come un bastone cerimoniale. Apre “Milano Città Stato”. Lo affianca alla barra.

DARIO

Napoli non è una città. È un arcipelago.
Capri, Procida, Castellammare… ognuno ha una voce.
Ma gliel’abbiamo tappata. Congelata.

DARIO (sussurra)

La mia cattedra è questa. Non più D-FORZA.
D-SCISSIONE. Napoli Città Stato.


SCENA 5 – LA CHIAVE IDEOLOGICA E L’INTERCETTAZIONE

INT. – APPARTAMENTO DI DARIO / ROTARY CLUB – SERA

Dario prepara una borsa: libro + barra. Si reca al Rotary Club, dove è ospite Nicola Gratteri.

Il presentatore introduce il Procuratore. Dario entra, attraversa la sala e lo affronta sul palco.

DARIO

Lei combatte la camorra, ma ignora la camorra più grande: quella amministrativa.
Napoli non ha bisogno di repressione, ma di autonomia.

Porge a Gratteri il libro con la tesi:

“Napoli Città Stato. Non è una fuga. È una cura.”

La sicurezza interviene. Gratteri prende il libro in silenzio.




SCENA 6 – L’ULTIMO CONFRONTO E LA RISOLUZIONE

INT. – ROTARY. INT. – AUTO BLINDATA. EST. – NOTTE

MARESCIALLO FERRARA arriva.

FERRARA (a Gratteri)

È solo un geografo. Ha avuto un giorno di lucidità disperata.

Dario viene accompagnato fuori. Si volta. Guarda Gratteri.

DARIO

Lei ha l’ultima parola. Io ho solo dato la mia geografia.


INT. – AUTO BLINDATA – GRATTERI LEGGE IL LIBRO

All’interno del libro, una dedica:

“All’Italia che combatte il crimine ma ignora la mappa che lo genera.
Napoli non ha bisogno d’eserciti.
Ha bisogno di confini propri.”

GRATTERI (a sé stesso)

Napoli Città Stato...
Autonomia amministrativa...
Forse...
forse non è solo follia.


FINALE – DISSOLVENZA

L’auto di Gratteri si allontana nel traffico della città.
Il Golfo resta, muto, sotto un cielo senza confini.


TITOLO DI CODA:

D-FORZA: Geografia di una Follia
Un film di Adriano La Femina


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